| Non bastano le camicie nere e i saluti romani |
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| Postato il Giovedì, 06 marzo @ 08:25:37 CET di Le_Barricate
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Trovo che ci sia troppo livore nei confronti di Silvio Berlusconi e del PdL. Anche e forse soprattutto da parte di chi ne ha sempre apprezzato le qualità. In fondo il Nostro non sta facendo altro che portare avanti il suo discorso per il quale era sceso in campo. Infatti era entrato in gioco per dare un'anima al centro destra e farlo diventare un'entità da poter contrapporre alla sinistra che si era spianata la strada a suon di avvisi di garanzia e di manette nei confronti della parte politica avversaria. L'operazione compiuta col PdL è il naturale prosieguo, niente di strano. Il fatto strano semmai è stato il comportamento che hanno tenuto i leader degli altri partiti della coalizione che era stata messa in campo. Fini a Casini si erano un po' montati la testa pensando di poter fare ormai a meno della leadership del buon Silvio e si erano un po' sbracati. Questo sia durante l'ultimo periodo di governo della coalizione, sia durante i 20 mesi d'opposizione. Ormai rilasciavano apertamente interviste nelle quali si dichiarava sempre più apertamente che il nome del leader si sarebbe deciso al momento delle elezioni. Il che tradotto dal politichese all'italiano voleva chiaramente dire che si erano rotti di fare i secondi, e volevano diventare primi. Casini soprattutto anche nell'ultima trattativa con Berlusconi, prima di liberarci, finalmente, della sua presenza, ha insistito che nella bozza dell'accordo per entrare a fare parte del PdL ci fosse chiaramente scritto che il capo della coalizione non fosse necessariamente anche il candidato alla presidenza del consiglio. Come dire che nelle coalizioni si candida come premier colui che ha meno voti di tutti gli altri. Vaglielo a fare a Veltroni un discorso così. Vedi dove ti manda! E se non ti manda aff......, ti ci manda molto vicino!
Ma i rompiballe sono così. Ci nascono! Diciamo che hanno questa dote naturale.
Per questo io, come faccio ormai da anni, critico Casini e sono contento che sia fuori dalla coalizione. Lui che col suo amico Follini/Stanlio, altro buono, avevano preteso, nella passata legislatura, di interrompere la continuità dell'azione di governo.
Per questo mi pare strano che qualcuno ora invece ammiri o tifi Casini. Io non riesco ad arrivare a tanto. Politica sì, logiche elettorali pure. Ma anche un po' di coerenza non guasta. Visto che noi cittadini non parliamo o scriviamo di politica per danaro, ma solo per un senso civico che si affaccia prepotente alla vista di tante porcherie.
I sondaggi, vituperati da sempre da tutti coloro che si accorgono di non avere i numeri, danno l'Unione di centro a circa il 5,5% e La Destra di Storace, Buontempo e Santanchè a circa il 2,5%. Oggi ho intravisto quest'ultima ad una trasmissione a fare la sua giusta battaglia elettorale e si è presentata, se non ho visto male, in jeans scoloriti. Ma ha detto le cose che Le hanno raccomandato di dire: Patria, Famiglia, Lavoro, Sicurezza.. No! Non mi convinci ancora. Certo vorrei che degli stessi argomenti ne parlasse Silvio. Ma per governare si deve anche sapere fare di conto. Non bastano le camicie nere e i saluti romani affittati da qualche vecchio costumista nostalgico.
Con tutto il rispetto per chi riesce ancora ad entusiasmarsi.
Le Barricate
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