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| Postato il Mercoledì, 26 marzo @ 12:27:43 CET di giusva
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Pur di potersi beare del risultato ottenuto che, in tempi non sospetti, era lungi da essere l’ultimo del suo governo, Romano Prodi avrebbe fatto “carte false”, non nel senso letterale del termine, ma avrebbe ceduto a qualsivoglia proposta pervenutagli, fosse stata anche quella della Congo Air lines. L’avremmo visto con quel suo faccione presentarsi alla conferenza stampa nella consueta sede istituzionale di Palazzo Chigi e lo avremmo sentito snocciolare tutte le tappe della privatizzazione della compagnia, con quel suo tono borioso da: “mi dispiace io so’ io e voi non siete un cazzo”. Non gli sembrava vero che un colosso come Air France avesse interesse a salvare la nostra compagnia di bandiera, con il suo tornaconto, certo, che prevedeva sino a qualche giorno fa il sacrificio di circa 2000 posti di lavoro e una serie lunghissima di condizioni capestro. Per il capo dell’Esecutivo tutto poteva essere sacrificato sull’altare della propaganda unionista, del resto quanto a regali e regalini, agli amici degli amici, il “presidentone” ci aveva abituato, voleva anche in questo caso comportarsi come se fosse ancora alla guida dell’Iri e svendere tutti i gioielli di famiglia. La sua caduta è stata provvidenziale, anche per questa vicenda. In sostanza ne ha minato la sua autorità e ha permesso ad altri di potersi inserire con maggior vigore nella partita. Maggior vigore conferito anche dal particolare momento storico che l’Italia sta vivendo, quello della campagna elettorale. Ecco che allora, nel generale torpore degli altri partiti, lo abbiamo già sottolineato, con Veltroni in testa più attento alla pressione delle ruote del suo pullman che alle vicende urgenti del paese, si inserisce Berlusconi. La sua sarà stata anche una trovata di natura elettorale, posto che nessuna cordata, nessun nome ad esso collegabile è venuto fuori, ma ha avuto certamente il merito di far uscire allo scoperto un imbalsamato capo del governo e farlo parzialmente ritornare sui suoi passi. È di ieri la notizia che Spinetta (con l’accento sulla “a”) presidente della Air France Klm, ha riconsiderato la sua offerta. Avvertendo la pressione del capo pidiellino e di tutti i sindacati Prodi deve essersi mosso in tal senso, per non perdere “capra e cavoli” deve aver sentito Spinetta e “consigliato” di ricalibrare la proposta. Oggi siamo al nuovo piano, quello proposto in sede di trattativa sindacale in cui «Nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada». Se fosse davvero stata questa la reale intenzione di Berlusconi costui, a pieno titolo, dovrebbe essere considerato un genio. Si è mostrato molto vicino alle classi operaie sindacalizzate, sempre attente ai loro interessi, ha cercato di spostare il baricentro di queste ultime verso il centrodestra. Sarà criticabile per altri mille motivi, ma questa l’ha azzeccata davvero. Nel frattempo Veltroni è fermo in Autogrill cercando i soldi per far ripartire il suo autobus.
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