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La Destra di Storace indecisa sulla linea
Postato il Sabato, 10 maggio @ 06:07:40 CEST di destradipopolo
Politica Italia dx StoraceTORNARE A SOGNARE O FINIRE ORIZZONTALE?
Dopo il lusinghiero risultato elettorale (2,4% dei voti), che però non ha permesso a “La Destra” di avere una presenza in Parlamento, a causa del blocco del 4% per chi era svincolato dalle coalizioni, nel partito di Storace e Santanchè si è aperta una crisi sul futuro e le prospettive da seguire, facendo riemergere le contraddizioni che peraltro avevamo evidenziato già al momento della sua nascita. Nato con la benedizione (e non solo) del Cavaliere che aveva anche entusiasticamente partecipato alla Assemblea costitutiva di Trieste, il nuovo partito avrebbe dovuto essere “collegato” al PdL secondo l’idea originaria, ma il precipitoso “rientro” col piattino in mano di Fini alla corte di Berlusconi e il successivo veto di AN verso “la Destra”, hanno costretto Storace ai margini. Da qui l’intesa elettorale con la Fiamma tricolore, dettata da ragioni organizzative, ma che si è rivelato un errore politico per chi cerca anche il consenso “moderato”. Se si considera poi la fuoriuscita di alcuni dei fondatori, “recuperati” con promesse ed elargizioni da parte del PdL, il quadro è completo: è già tanto, con tutti questi errori essere arrivati, soli contro tutti, al 2,4% dei consensi. Che poi non sono pochi, se si pensa che i partiti riunitisi nella Sinistra Arcobaleno ( Prc, Pdci, Verdi e Mussi) insieme hanno raggiunto poco più del 3% dei consensi. Invece è subentrata la sindrome della sconfitta, la Santanchè è presa a farsi massaggiare ed è scomparsa, mentre Storace e Bontempo hanno avuto la brillante idea di chiedere, al ballottaggio Alemanno-Rutelli, l’accorpamento in coalizione all’esponente di AN e, dopo che gli è stato negato ( a causa del veto di Fini), dargli i voti lo stesso. Errore perchè ci hai rimesso in dignità: non puoi offrire i tuoi voti in cambio di un apparentamento che, a Pisa e Foggia, i candidati sindaci di Forza Italia accettano e fartelo rifiutare a Roma perchè sua maestà Gianfri ha le paturnie ( Alemanno e Berlusconi erano invece favorevoli). A quel punto dovevi dire “tutti al mare”. Oppure darglieli subito questi voti senza chiedere nulla, come ha fatto Baccini. Morale: isolamento completo, base sconcertata e divisa che ora chiede ” una direzione di marcia” da seguire. Le strade percorribili ora non ci sono: che senso ha appoggiare “chi non ti vuole” e mendicare un’intesa? Tanto valeva farlo subito allora e, come Rotondi, un ministero ci usciva. Non ha prospettiva neanche farsi fagocitare da “ritorni al passato” estemporanei, accentuando un “nostalgismo” deleterio. Ma l’errore che continua a essere più grave è aver dato a questo partito un’immagine di strano contenitore dove ci “ci sta tutto e l’opposto di tutto”, moderati e radicali, scazzati e incazzati, perbenisti e ribelli, borghesi e barricadieri, rifiugiati politici trombati e giovani con passione, aennini in cerca di poltrone e missini in cerca di rivincite. Insomma un casino, a cui non ha dato soluzione il Comitato politico di giovedì, in cui sono riemerse tutte le contraddizioni di una linea politica che nessuno ha interesse o vuole dettare. Un partito deve avere una linea, non rimandarla alle assemblee regionali, poi a un Congresso nazionale, il prossimo anno. E nel frattempo come passano il tempo i 25.000 iscritti? A fare politica nei bar? E pensate che ne rimangano molti così? Se lo scopo “è prendere tempo” per riposizionarsi all’interno del PdL in vista delle prossime elezioni europee basta dire ” Abbiamo scherzato, sciogliete le righe, tutti a casa” e sarebbe più onesto. Anche perchè c’è gente, rendetevene conto, che è entrata in questo “contenitore” perchè era “chiuso” in An. E questi restano sperando, prima o poi di “acchiappare” qualche poltroncina. A livello locale genovese ad es., il partito non ha una sede, non ha una visibilità politica, non ha una classe dirigente credibile, non ha mai affisso un manifesto su temi locali, ha solo tre candidati che aspettano le elezioni tra tre anni. Che se, nel frattempo, la Vincenzi fa smammare qualche zingaro e gli toglie l’unico argomento che sono usi trattare, son cazzi… finisce l’alta politica e la Destra insieme. L’avevamo detto e lo ripetiamo: se la Destra sociale è questa, meglio dedicarsi al giardinaggio, si fanno meno danni. Costa così tanto ritornare a fare politica seriamente, senza prendere per il culo una base che ci mette passione? Bene che Storace dia l’esempio, facendo piazza pulita degli incapaci e delineando una strategia. Fare politica sul territorio, lontano dalla Casta: aspettare gli errori del PdL e della Lega e legittimarsi come destra moderna e sociale, aumentare il peso contrattuale. A quel punto qualcuno verrà a bussare alla porta. Non è necessario mendicare tutta la vita, date retta a me. C’e una Destra che non ha bisogno di appendere al Campidoglio né la bandiera di Israele, né quella dei palestinesi, né quella libica. Basta il tricolore e avere delle idee nel cervello, invece che la crisi da astinenza da poltrone.
 
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