| Estemporanea sismica: l'Italia si sfalda... |
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| Postato il Giovedì, 16 aprile @ 11:55:03 CEST di redazione
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unamicoincomune Scrive "Fratelli d’Italia, L’Italia si sfalda. Il Terremoto squarcia l’Abruzzo, l’Aquila ha perso le ali e tante anime. Molti suoi figli, ma non solo, son rimasti sotto le macerie di case e palazzi. Vite spezzate dalla furia improvvisa di quel corpo vivente chiamato Terra, quella sfera celeste che, quotidianamente, deve sopportare le angheria di quello stupido essere chiamato uomo. La Terra ha tanta pazienza ma, di tanto in tanto, ricorda all’uomo che esiste e che è in vita da molto tempo prima della sua comparsa. La Terra, offesa e umiliata, si ribella e si vendica. Terremoti, tzunami, alluvioni, vulcani compiono la vendetta della Terra madre che sacrifica i suoi, spesso invadenti, ospiti. Certo, purtroppo, non pagano i colpevoli ma gli essere più innocenti e deboli. Ma questa è una guerra, una guerra di sopravvivenza e in guerra e in amore non esiste pietà. Ma bando alla visione romantica degli eventi e torniamo alle più miserevoli vicende dell’essere umano, in particolare del cittadino italiano. Dopo il triste evento si è mobilitato, ha cercato di dare il meglio di sé. Le Istituzioni, spesso colpevoli, questa volta hanno reagito bene e prontamente, la macchina della protezione civile si è messa, subito, in moto dando pronta assistenza agli sfollati e a tutti coloro che necessitavano di aiuto. Molte vite sono andate perdute per causa del sisma ma tante altre sono state salvate dagli uomini in campo. La politica ha dato vita ad una sorta di armistizio, niente più urla o polemiche e questo alla maggioranza degli italiani è piaciuto. In effetti non se ne poteva più di quel, tristemente, noto teatrino della politica. La solita commedia delle parti con la solita ridda di accuse reciproche e la ricerca del consenso a tutti i costi. Era la pace ma non a tutti era gradita così, il solito Santoro, giusto per alimentare le fiamme, ha pensato bene di fare una delle sue solite trasmissioni unidirezionali e attaccare la macchina dei soccorsi. Apriti cielo, Santoro e la sua band hanno suonato una musica stonata e gran parte dell’Italia non l’ha gradita. La maggioranza parlamentare difende l’operato della protezione civile e del governo, il PD si spacca, la Bonino e Di Pietro, ma questa non è una novità, difendono a spada tratta Santoro e il suo Anno Zero. Il Presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, dice, pur non avendo visto la trasmissione, che bisogna dare spazio a istanze diverse. E’ vero, ha ragione ma sarebbe bene dare istanze diverse nella stessa sede al fine di favorire il contraddittorio e consentire al povero spettatore di farsi un’idea più vicina alla verità grazie all’ascolto delle diverse parti in campo. Sarebbe bene che questo qualcuno trovasse il modo di spiegarlo al buon Zavoli visto che deve vigilare. L’Italia dei valori, quali non è ancora chiaro, non perde occasione per attaccare Berlusconi paventando il rischio dell’omologazione e del “pensiero unico”, non è chiaro se si riferiscano al pensiero di Berlusconi o di Di Pietro ma questa è un’altra storia, e al solito rischio regime. Un regime alquanto strano visto che le voci di dissenso hanno sempre ampia cassa di risonanza, un regime in cui a tutti è consentito di dire la propria anche in dissenso al governo. Dissenso che, a volte, proviene dagli stessi alleati del Cavaliere, alleati che per puri interessi personali lo stanno mettendo con le spalle al muro per evitare di andare all’election day. Il Referendum fa paura alla Lega e ai partiti minori, la vittoria della proposta referendaria favorirebbe, soprattutto, PDL e PD tagliando fuori dai giochi tutti gli altri. Per questo Bossi e i suoi stanno costringendo Berlusconi a prendere una decisione impopolare e inopportuna, soprattutto in un momento tragico come quello attuale. La ricostruzione in Abruzzo costerà, secondo le prime stime, circa 12 miliardi di euro e, sinceramente, dopo la magra figura fatta dai parlamentari con la loro sottoscrizione di mille euro a testa non si possono buttare al vento altre risorse solo per non scontentare la Lega, o meglio i dirigenti della Lega. L’impopolarità di una decisione simile potrebbe, sicuramente sarà così, far perdere consensi al Cavaliere e si sta cercando, come sempre in Italia, una soluzione di compromesso. Qualcuno ha avuto l’idea geniale di accorpare il Referendum alle amministrative giusto per non scontentare Bossi e non far vedere che si è ceduto su tutta la linea al fronte padano. Risparmio? Quasi prossimo allo zero. Ci si augura che Berlusconi urli, visto che in tanti lo assimilano alla Buonanima, il suo “Me ne frego” e vada avanti, scelga l’opzione “election day” e non ceda al ricatto. Se Bossi, poi, per ripicca dovesse uscire dal governo, ma non lo farà perché non gli conviene, allora si andrà a nuove elezioni, ormai ci siamo abituati, e con la correzione dettata dal referendum, in caso di riuscita, Berlusconi potrà governare, vincendo, senza alleati e senza ricatti. Riusciranno i nostri eroi a dimostrare, per una volta, che hanno a cuore le sorti del Paese e non solo la poltrona dove appoggiare il loro onorevole deretano? Non resta che attendere, per ora mala tempora e un abbraccio a tutto l’Abruzzo. "
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