| Europee a destra ma Paperopoli è democratica... |
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| Postato il Mercoledì, 10 giugno @ 10:05:56 CEST di redazione
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unamicoincomune Scrive "
Se fosse la sceneggiatura di un fumetto sarebbe anche divertente ma purtroppo non stiamo parlando di un fumetto e l’Italia non è Paperopoli anche se gli accadimenti rispecchiano la rivalità tra il magnate, Paperone, e il nipote maldestro, Paperino. Le elezioni Europee sono passate e con esse i primi turni delle amministrative in gran parte del Paese. Il risultato delle Europee conferma il PDL come primo partito del Paese e, sostanzialmente, viene confermata la consistenza numerica della coalizione al governo. E’ vero che quanto previsto dai sondaggi, PDL oltre il 40% sino ad un massimo del 45%, non si è verificato ma è anche vero che quei sondaggi erano viziati da un difetto di fondo ovvero non tenevano conto della variabile astensionismo superiore a quella normalmente registrata in Italia. Quei sondaggi, in linea di massima, consideravano un numero di elettori pari al 75% del corpo elettorale e pertanto, vista la reale affluenza notevolmente inferiore, è normale che quei sondaggi siano stati fuorvianti anche se, come ha ribadito uno dei massimi esperti del settore, quegli stessi sondaggi hanno centrato la differenza tra i due maggiori partiti. Ma questo particolare a Franceschini non piace e così ha preferito sparare, non bastando evidentemente quelle pre elettorali, ulteriori bordate. Sul sito del PD campeggia un titolone, forse esagerato alla luce dei risultati delle Amministrative, fuorviante e non corrispondente alla realtà:”Fermata la Destra”. In base al teorema Franceschini il vero perdente di queste elezioni è il Cavaliere perché non è riuscito ad arrivare alle percentuali sparate, forse avventatamente, in piena campagna elettorale. Sempre in base allo stesso teorema, Dario l’impavido afferma che la coalizione di Governo è minoranza nel Paese. Il ragionamento è semplice: sommando i voti di tutte le forze che hanno partecipato alla competizione europea con la sola eccezione del PDL e della Lega si può notare che queste ultime hanno raggiunto una percentuale nettamente inferiore al 50% e pertanto sono forze minoritarie nel Paese. Franceschini ha dato la stura alle ponderate conclusioni democratiche e così lo hanno seguito a ruota gran parte degli esponenti democratici: “Bersani: Siamo ancora qui e rifletteremo”, “Damiano, Berlusconi schizofrenico ha avuto la sua doccia fredda”, “Lanzillotta: Netta sconfitta personale di Berlusconi” poi, ancora Franceschini, "Abbiamo raggiunto 2 obiettivi: la conferma del progetto del PD e l’alt alla destra", “Senso di responsabilità e chiarezza. La destra si può battere” per arrivare a quella che potrebbe, anche, essere una verità “Berlusconi deluso dalle urne”. Il Cavaliere, sicuramente, avrà provato delusione ma certamente meno di quella del PD che ha visto andare in fumo una quantità di voti nettamente superiore a quella perduta dal PDL ma, ovviamente, come da tradizione italica non ci si può limitare a dire un “ abbiamo perso” ma si deve andare alla ricerca di argomentazioni per trasformare un’evidente sconfitta in una quasi vittoria. Il PD è felice per aver limitato i danni ma Berlusconi deve essere felice perché, intanto, ha preso 4 seggi in più rispetto al 2004 e ha avuto una schiacciante vittoria nelle amministrative. Franceschini si tenga le sue illusioni, si guardi le spalle dal suo alleato e non guardi sempre nell’orto del vicino. Berlusconi, dal canto suo, dia il giusto peso all’alleato padano ma dia il via ad una stagione di vere riforme (età pensionabile, abolizione delle province, eliminazione di centri di costo inutili, riduzione del numero dei parlamentari…) perché è questo che il Paese chiede. A Paperopoli si dice, contrariamente a quanto accaduto in gran parte dell’Europa, il PD con il 55% dei voti ma, per fortuna, è solo un fumetto. "
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