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La pulizia etnica ha disintegrato l'Iraq
Postato il Mercoledì, 18 aprile @ 11:25:35 CEST di Joyce
Politica IraqOltre alla sporca dozzina quotidiana di morti che stracciano il valore della democrazia, due milioni di iracheni sono stati costretti a rifugiarsi in altri paesi arabi per scampare alla morte, mentre altri due milioni sono rimasti vittime della pulizia etnica. La conferenza di Ginevra dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha denunciato una situazione da catastrofe umanitaria.

La tragedia irachena non si esaurisce nello stillicidio quotidiano da terza pagina. Oltre alla sporca dozzina quotidiana di morti che stracciano il valore della democrazia, due milioni di iracheni si sono rifugiati in altri paesi arabi per scampare alla morte, mentre altri due milioni sono vittime della pulizia etnica. Aprendo a Ginevra la conferenza a cui partecipano l'Iraq ed altri paesi arabi, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Antonio Guterres, ha denunciato uan situazione ai confini con la catastrofe umanitaria. Dal 2003 oltre due milioni di iracheni hanno cercato rifugio in Siria e Giordania, alimentando un flusso migratorio per il quale i paesi ospitanti non erano predisposti. Il risultato è stato di restringere il più possibile l'accesso agli iracheni, creando addirittura muri di protezione, come ha scelto l'Arabia Saudita al suo confine con l'Iraq, oppure impedendo ogni ingresso, seguendo la linea dura del Kuwait. Col drastico restringimento, o addirittura la chiusura totale, della via per l'estero, gli iracheni cadono nel circuito della pulizia etnica, finendo rinchiusi nelle enclaves religiose sunnite o sciite. Il duplice attentato sul ponte di Baghdad che collega quartieri sciiti e quartieri sunniti è il simbolo della volontà di stroncare qualunque dialogo inter-comunitario cancellando la stessa possibilità fisica del contatto. Il Parlamento colpito dai terroristi colpisce la politica dell'accordo e della convivenza, svuotando di senso la democrazia irachena, degradata a nudo meccanismo di dominio. Sunniti o sciiti - domanda di vitale importanza in Iraq, che determina il presente e il futuro in base alla risposta. Ma non essere in grado di rispondere prefigura un esito ancora peggiore: "tertium non datur", cioè la cancellazione. E' quello che succede alla comunità cristiana, la più antica del mondo, che sta scomparendo perché indifesa e incapace di difendersi con le armi. I paesi occidentali sono chiamati a rispondere a questa emergenza umanitaria invertendo la loro politica di astensione con cui l'America ha finora accolto 420 rifugiati invece dei 7000 che aveva promesso, mentre l'Inghilterra finora non ne ha accolto nemmeno uno. Indesiderati dall'occidente che ha portato la democrazia e la guerra, respinti dai paesi confinanti ormai saturi, spogliati dei loro averi e sradicati dalle loro case in nome della pulizia etnica. Gli iracheni si domandano se si stava meglio quando si stava peggio - e forse hanno trovato la risposta.

 
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